LA "MANITA" DELLA JUVENTUS IN EUROPA LEAGUE: ANALISI DEL 5-0 SUL NEC
Di Filippo Vagli
IL RISCATTO
EUROPEO DOPO IL PASSO FALSO IN CAMPIONATO
L’esordio
stagionale della Juventus in Europa League si è trasformato in una vera e
propria sagra del gol, un appuntamento catartico necessario per scacciare i
fantasmi della recente e pesante battuta d'arresto contro il Sassuolo. La
vittoria per 5-0 contro i neerlandesi del NEC non è stata soltanto un esercizio
di superiorità tecnica, ma un’operazione di riscatto psicologico fondamentale
per l'intero ambiente bianconero. In un’atmosfera di dominio pressoché
assoluto, la squadra ha saputo trasformare l'impegno continentale in
un’occasione per ritrovare entusiasmo e convinzione, elementi indispensabili
per rimettersi in carreggiata e guardare con occhi diversi al prosieguo della
stagione.
L'ANALISI
TATTICA: IL NUOVO ASSETTO DI SPALLETTI E LE FALLE DEL NEC
Sotto il profilo
tattico, il match ha offerto spunti di notevole interesse legati alle
contromosse di Spalletti. Il tecnico ha varato un assetto fluido,
caratterizzato da una transizione verso la difesa a cinque nelle fasi di non
possesso palla per blindare i varchi centrali. L'approccio iniziale è stato
improntato alla pazienza: la Juventus ha gestito un prolungato palleggio nella
propria trequarti, una strategia volta a mandare a vuoto la pressione
avversaria per poi colpire in transizione positiva. In questo scacchiere, è
emersa la fragilità quasi imbarazzante della fase difensiva del NEC. Pur avendo
una vocazione offensiva, la compagine ospite si è rivelata estremamente leggera,
nel fronteggiare le verticalizzazioni bianconere. Come “quinti”, McKennie è
stato inizialmente schierato a sinistra con Celik sul versante opposto; un
esperimento che ha visto poi il turco traslocare a sinistra dopo l'uscita
dell'americano, a dimostrazione della ricerca di nuove soluzioni sulle corsie
esterne.
LA CRONACA DEL
PRIMO TEMPO: L'ALTRUISMO E LO SBLOCCO DEI NUOVI
La contesa si è
sbloccata grazie a una percussione nata da un lancio profondo del portiere
Grabara. Nonostante un primo mancato aggancio di Woltemade, un'incertezza
colpevole dell'estremo difensore del NEC ha spalancato la strada a Nico
Gonzalez per la rete del vantaggio. Il raddoppio è stato firmato da
Alajbegovic, al suo primo squillo in bianconero: un'azione propiziata da un
assist di un McKennie volenteroso, che ha capitalizzato l'atteggiamento passivo
della retroguardia olandese, rimasta a guardare a sei-sette metri di distanza
dal pallone all'interno della propria area. Prima del riposo, la Juventus ha
calato il tris. L'episodio chiave è nato da un fallo netto commesso ai danni di
Nico Gonzalez. In questo frangente, è emerso lo spirito del gruppo: l'argentino
ha mostrato un grande gesto di altruismo, cedendo il rigore a Woltemade. Il
centravanti tedesco ha trasformato con freddezza, trovando la sua prima
marcatura stagionale e cementando un legame con i nuovi compagni.
IL SECONDO
TEMPO: GESTIONE, ROTAZIONI E GOLEADA
Nella ripresa,
la Juventus ha scelto saggiamente di gestire il ritmo, alzando il piede
dall'acceleratore per preservare energie psicofisiche preziose. Nonostante il
calo d'intensità, la superiorità tecnica è emersa prepotentemente con gli
ingressi dalla panchina. Kolo Muani ha avuto un impatto devastante, muovendosi a
proprio agio tra le maglie della difesa ospite: prima ha servito l'assist per
il 4-0 di Celik e successivamente ha firmato in proprio il definitivo 5-0. In
questa fase finale, è salito in cattedra Matar Sarr, i cui filtranti
illuminanti hanno propiziato le ultime due marcature. Da segnalare anche
l'ingresso di Bremer per concedere un meritato riposo a Kalulu, un cambio
preventivo in vista dei prossimi impegni ravvicinati.
FOCUS SUI
SINGOLI: PROMOZIONI E NOTE DI MERITO
La prestazione
corale della Juventus autorizza un bilancio ampiamente positivo nelle pagelle
individuali. Il portiere Grabara ha esibito una personalità granitica e una
spiccata intelligenza tattica, confermando la bontà dell'intuizione di mercato
della dirigenza bianconera. Efficace sia tra i pali che nella costruzione con i
piedi. Per la difesa si è trattato di una serata di ordinaria amministrazione,
ma vissuta con la giusta concentrazione. Gatti si è confermato il leader
carismatico del reparto, mettendo in mostra quella fame e cattiveria agonistica
tipicamente bianconera. Solidi anche Kalulu e Lukumi, con quest'ultimo apparso
sempre in controllo. A centrocampo, Douglas Luiz ha agito da dominatore
assoluto, facendo valere una tecnica di categoria superiore. Pape Matar Sarr,
dopo un avvio contratto in cui ha seguito il consiglio del mister di giocare semplice
per acquisire fiducia, è cresciuto esponenzialmente. Celik merita un plauso per
la consueta generosità, premiata dal gol del poker. In prima linea Woltemade ha
svolto un prezioso lavoro di sponda e sacrificio, mentre sia Alajbegovic che Nico
Gonzalez sono apparsi iperattivi, costringendo gli avversari al fallo
sistematico.
Verso l'impegno
più probante
Il 5-0 inflitto
al NEC è stato un test fondamentale per dare minutaggio a giocatori arrivati
tardi o reduci da infortuni, come Sarr e Woltemade, permettendo loro di
ritrovare il ritmo partita in un contesto favorevole. Tuttavia, il vero esame
di maturità è alle porte. Domenica la Juventus affronterà l'Atalanta di
Maurizio Sarri, definibile come l'impegno più probante di questo scorcio di
stagione. Gli orobici, reduci da due sconfitte consecutive, avranno l'acqua
alla gola e cercheranno il colpo della svolta. Per la Juventus di Spalletti
sarà imperativo non perdere altro terreno in classifica, sfruttando l'onda
d'urto della "manita" europea per confermare che la crisi
post-Sassuolo è stata solo un incidente di percorso.



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