L’EDITORIALE – JUVENTUS: DALL’«ALGORITMOLOGO» COMOLLI A UN TOP COME CARNEVALI NEL SEGNO DELLA RINASCITA

 


Di Stefano Dentice

John Elkann, finalmente, ha battuto un colpo! Dopo aver puntato lo scorso anno sull’«algoritmologo» Damien Comolli, protagonista di un mercato fallimentare per la Juventus, sia in entrata che in uscita, eccezion fatta per Boga, il patron bianconero ha affidato il ruolo di amministratore delegato e direttore generale a un dirigente di livello eccellente come Giovanni Carnevali, in arrivo dal Sassuolo.

L’ormai (per fortuna!) ex AD della Juve ha pagato a caro prezzo i rapporti tutt’altro che idilliaci con Luciano Spalletti, il mancato raggiungimento di alcuni importanti obiettivi di mercato come, su tutti, quello riguardante Kolo Muani, oltre a una serie di valutazioni profondamente errate sia nel calciomercato estivo che in quello invernale di riparazione.

Ma adesso è giunto il momento di voltare pagina con l’approdo all’ombra della Mole di un vero dirigente, competente, serio, esperto e affidabile come Giovanni Carnevali. Pupillo e “studente” di Giuseppe Marotta, ma anche allievo di un certo Adriano Galliani, Carnevali è stato per dodici anni alle dipendenze del Sassuolo, club che grazie a lui è cresciuto in termini sportivi ed economici. Le sue notevoli qualità sono riconosciute dalla stragrande maggioranza degli addetti ai lavori, non solo per quel che concerne l’abilità nella scelta dei calciatori, ma soprattutto per la sua capacità di acquistarli e rivenderli, al momento opportuno, generando spesso e volentieri ottime plusvalenze. Il tutto arricchito da un’oculatezza sotto l’aspetto economico che lo rende un dirigente di livello superiore rispetto a tanti altri suoi colleghi.

A Torino ritroverà Manuel Locatelli, Boga, giocatori che lui conosce benissimo per averli acquistati, valorizzati e poi ceduti proprio quando era dietro la scrivania al Sassuolo.

Giovanni Carnevali avrà l’arduo compito di (ri)costruire un organico all’altezza delle ambizioni che da sempre albergano nel DNA della Juventus. Non sarà una missione facile da compiere, perché a causa del mancato piazzamento in Champions League, ovviamente, il potere d’acquisto non potrà essere lo stesso, così come è diverso l’appeal per una squadra che nella prossima stagione disputerà l’Europa League.

Ma lui è un grande conoscitore della materia calcistica, a differenza del suo predecessore «algoritmologo» che, al massimo, potrebbe anelare a un posto da direttore sportivo nella Longobarda, esperto di calcio tanto quanto Valeria Marini è esperta di canto.

L’approdo a Torino di Giovanni Carnevali potrebbe seriamente rappresentare un punto di svolta per la Vecchia Signora. Certo, prudentemente è meglio evitare di fare voli pindarici. Però è innegabile che sia stato compiuto un enorme salto di qualità in un ruolo apicale e delicatissimo come quello dell’amministratore delegato e del direttore generale.

Che questo, per tutto il popolo bianconero, possa essere il primo mattoncino per sperare veramente nell’alba di una nuova era.




Commenti