IL BIVIO DELLA JUVENTUS: TRA RIGORE FINANZIARIO, AMBIZIONI EUROPEE E FUTURO SOCIETARIO
Di Filippo Vagli I corridoi della Continassa vibrano di indiscrezioni che suggeriscono un imminente vuoto di potere. L’assetto di vertice della Juventus si trova in una fase di transizione estremamente delicata: la presidenza di Gianluca Ferrero, inizialmente concepita da John Elkann come un governo tecnico di transizione, sembra giunta al capolinea. Nonostante il pressing della proprietà per trattenerlo almeno un’altra stagione, i retroscena descrivono un Ferrero ormai stanco e intenzionato a rassegnare le dimissioni. Il futuro si deciderà a novembre, ma le linee guida sono già tracciate. Per chi sogna un ritorno al romanticismo della famiglia Agnelli o l’investitura operativa di Alessandro Del Piero, la realtà è ben più cinica: la proprietà è orientata verso una nuova figura tecnica, un profilo manageriale freddo che escluda ritorni sentimentali, con l'obiettivo di stabilizzare la società lontano dalle turbolenze del passato. BILANCIO E OBBLIGO CHAMPIONS: IL PESO DEI 250 MILI...








