IL BIVIO DI DUSAN VLAHOVIC: TRA IL RITORNO IN CAMPO E IL REBUS DEL RINNOVO

 


Di Filippo Vagli

Esistono momenti che definiscono una stagione e altri che, per la caratura dei protagonisti, tracciano il solco di un’intera carriera. Questo è il caso di Dusan Vlahovic. Il centravanti serbo si trova davanti a un bivio decisivo, un "dentro o fuori" che non ammette più zone grigie. Da inizio mese, il numero nove è tecnicamente un parametro zero per il futuro, essendo "libero di firmare per qualsiasi altra squadra". Una posizione di forza che Vlahovic ha scelto di mettere in standby, concedendo alla Juventus un'ultima finestra di priorità. Il rinnovo è un punto interrogativo "maledetto e benedetto" che esige una risoluzione definitiva: non c'è più spazio per le attese, serve una fumata bianca o sarà addio. Il braccio di ferro sulla scrivania è una questione di cifre e di nuovi equilibri societari. La Juventus ha una necessità impellente: blindare il serbo per evitare di perderlo a zero, rendendosi conto che rinnovare Dusan, permetterebbe di "risparmiare un acquisto pesante" sul mercato. Tuttavia, la distanza tra le parti resta evidente, seppur non incolmabile. Dusan vorrebbe mantenere l’attuale ingaggio, accettando però di snellire il pesante bonus alla firma pattuito al momento del suo arrivo a Torino. La linea della Juventus è invece quella del rispetto ferreo del nuovo tetto salariale interno, "inchiodato" sui sei milioni di euro annui, parametro già stabilito per il rinnovo di Kenan Yildiz. La diplomazia è al lavoro per avvicinare i due poli, cercando un punto d'incontro che non faccia saltare il banco dei bilanci bianconeri. Ma prima della firma, c’è il prato verde da riconquistare. La prossima settimana si muoverà su due binari paralleli. Da una parte il ritorno in gruppo di Vlahovic per gli allenamenti; dall'altra, un vertice decisivo tra la dirigenza della Juve e gli agenti del calciatore. Il futuro però non si deciderà solo negli uffici. Le sentenze del campo nelle sfide contro Galatasaray e Roma saranno pesanti come macigni: i risultati daranno la misura delle ambizioni della Juventus per la prossima stagione, oggi parzialmente paralizzata dall'incertezza legata al quarto posto e ai relativi introiti Champions. In questo scenario, il vero garante del progetto tecnico è Luciano Spalletti. L'allenatore è destinato a proseguire il suo percorso alla Juventus, con un allungamento del contratto che gli garantirà una voce ancora più profonda nelle scelte di mercato. È lui lo "sponsor" principale di Vlahovic, con cui vanta un rapporto di stima e affetto reciproco.  Spalletti ha già dimostrato di essere l'uomo della provvidenza per gli accordi chiave: se si è sbloccato il rinnovo di Kenan Yildiz, e lo stesso vale per quello di McKennie, il merito è della sua visione.  Vlahovic punta a restare centrale in questa nuova era, cercando di entrare stabilmente in quella cerchia di "giocatori simbolo" che oggi vede l'americano e il giovane turco come punti fermi. Se il matrimonio dovesse rompersi, la Juventus avrebbe già le idee chiare su chi non puntare avendo già escluso di voler ripartire da profili come David o Openda. Il nome caldo resta quello di Randal Kolo Muani. Il francese del PSG rappresenta un’opportunità economica — dato che i parigini non potranno riproporre le cifre esose dell'estate scorsa — ma soprattutto tecnica.  Kolo Muani viene considerato un nove affidabile e forte, capace di integrarsi immediatamente nel gruppo.  Tornando al nove serbo non aspettiamoci "certi amori" o "giri immensi". Quello tra Vlahovic e la Juventus è ormai un rapporto che ha consumato la sua fase romantica tra troppe incomprensioni. Se l'accordo arriverà, sarà un pragmatico salvataggio basato sulla reciproca opportunità e comodità. In un anno in cui il legame sembrava reciso, la voglia di riprovarci è rimasta l'unico elemento dominante. Un compromesso necessario per non perdere tutto, perché a volte i matrimoni si salvano semplicemente perché restare insieme conviene a entrambi.


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