IL BIVIO DI NICO GONZALEZ: TRA IL SILENZIO DELLA JUVENTUS E IL RICHIAMO DI MADRID


 

Di Filippo Vagli

L’immagine di Nico Gonzalez che varca i cancelli della Continassa per il primo allenamento in solitaria restituisce un senso di profonda precarietà professionale. Fa un certo effetto osservare un calciatore che, solo poche settimane fa, calcava il palcoscenico della finale mondiale, correre oggi lontano da una squadra che riprenderà l'attività corale soltanto a Ferragosto. Questo isolamento non è un semplice programma di riatletizzazione, ma il segnale plastico di un addio annunciato. Il rientro dalle vacanze post-mondiali è stato un passaggio burocratico inevitabile, ma la volontà dell'esterno argentino è cristallina: chiudere il capitolo bianconero per tornare definitivamente in Spagna. Le radici di questo desiderio affondano in una trattativa con l'Atletico Madrid iniziata ben prima della rassegna iridata. Nonostante i contatti avviati al termine della scorsa stagione, i Colchoneros non hanno voluto esercitare l'obbligo di riscatto visto il mancato raggiungimento del numero di presenze pattuite. Tuttavia, la stima di Diego Simeone nei confronti di Nico Gonzalez rimane granitica. Il "Cholo" vede in lui il profilo ideale per dinamismo e tecnica, e il giocatore ha già comunicato formalmente alla Juventus la sua preferenza per il progetto madrileno. Sotto il profilo tecnico, la posizione di Luciano Spalletti era inizialmente improntata alla valutazione diretta. L'allenatore aveva espresso la curiosità di testare sul campo sia l'argentino che Douglas Luiz, convinto che entrambi potessero offrire soluzioni interessanti nel suo scacchiere. Tuttavia, le logiche finanziarie hanno rapidamente scavalcato quelle di campo. L'acquisto di Alajbegović, operazione conclusa per assicurarsi un prospetto giovane e di prospettiva, ha agito da catalizzatore per la cessione di Nico Gonzalez. Per la Juventus, l'argentino è diventato la pedina necessaria per generare quella liquidità immediata utile a bilanciare le entrate, con una valutazione fissata in una forbice rigorosa tra i 25 e i 30 milioni di euro. La fase attuale del negoziato vive di sottili tatticismi diplomatici. L'Atletico Madrid sta mettendo in atto un atteggiamento attendista volto a trascinare la trattativa fino agli ultimi giorni di mercato. L'obiettivo è indurre la Juventus ad accettare un prestito con diritto di riscatto, una formula che però si scontra con la necessità del club torinese di monetizzare a titolo definitivo. In questo contesto di stallo, l'incontro tra le dirigenze previsto per il fine settimana assume un valore cruciale per trovare una quadra definitiva. All'interno di questa complessa partita a scacchi si inseriscono possibili intrecci per il ruolo di centravanti. È emersa l'ipotesi di uno scambio di prestiti con Alexander Sorlot, profilo gradito alla Juventus per caratteristiche fisiche e atletiche. L'operazione, però, resta congelata per un doppio nodo: l'Atletico Madrid non darà il via libera al norvegese senza aver prima bloccato un sostituto, e la pista che portava a Dusan Vlahovic è tramontata, con il serbo, che ha virato verso il Besiktas. La partenza di Nico Gonzalez avrebbe un effetto domino decisivo sulla composizione della trequarti, reparto dove la proprietà ha già posto un veto assoluto sulla cessione di Yildiz. In questo scenario, assume una certa rilevanza la parabola di Edon Zhegrova. Il giocatore ha vissuto una stagione complicata, frenata dai postumi della pubalgia e da un atteggiamento spesso definito irriverente, incarnato da una certa svogliatezza in campo che ne ha minato la credibilità. Il punto più basso è stato toccato nell'amichevole contro il Nizza, dove è risultato per distacco il peggiore in campo. Tuttavia, i segnali di risveglio mostrati contro Chelsea e Inter hanno cambiato la percezione del suo valore: più sacrificio, più partecipazione al gioco e una ritrovata condizione fisica. A differenza di Jonathan David, che ha dilapidato diverse occasioni, Zegrova sembra aver imboccato la strada della redenzione tecnica. Considerando che la fascia sinistra è già coperta da Yildiz, Boga e dallo stesso Aljbegović, la cessione di Nico Gonzalez renderebbe la permanenza di Zegrova necessaria. Egli diventerebbe l'alternativa naturale sulla corsia destra, garantendo a Spalletti quella rotazione indispensabile per affrontare gli impegni di Europa League, dove il calendario serrato impone di avere due interpreti affidabili per ogni ruolo.


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