LE ULTIME, INFUOCATE ORE, DEL MERCATO BIANCONERO


 

Di Filippo Vagli

L’atmosfera che avvolge la Continassa in queste ore finali di trattative non è solo quella frenetica di un mercato agli sgoccioli, ma il riflesso di un’autentica rifondazione strutturale. Il triumvirato composto da Carnevali, Massara e Ottolini sta operando un sofisticato equilibrismo finanziario, stretto tra la necessità di assecondare la filosofia di Spalletti (l'allenatore che ha ottenuto un potere decisionale quasi totale sulle caratteristiche dei profili) e i rigidi vincoli del Settlement Agreement siglato con l'UEFA. Con nove innesti già registrati, la dirigenza punta ora all’ultimo "colpo ad incastro" per completare un mosaico che ha visto cambiare il 50% della rosa, muovendosi con estrema cautela per non sforare i parametri della lista UEFA e del bilancio.

IL DOMINO DELLA FASCIA SINISTRA: TAGLIAFICO E IL NODO CABAL

La ricerca del terzino sinistro è stata una delle costanti del mercato juventino sin dal mese di luglio. Nonostante la crescita interna di Celik, utilizzata come soluzione tampone, Luciano Spalletti ha continuato a pretendere un profilo "bloccato" e difensivo per bilanciare le spinte sulla corsia opposta. Il nome individuato è quello di Nicolás Tagliafico, fresco trentaquattrenne (ha festeggiato il compleanno proprio ieri) in forza al Lione. L’argentino, ex Ajax e campione del mondo, è l'usato sicuro che garantirebbe quel carisma internazionale richiesto dal tecnico. Tuttavia, l'operazione rimane vincolata a un delicato incastro d'uscita che coinvolge Juan Cabal. Sulla posizione del colombiano è in corso una partita a scacchi con l'Atalanta. La Juventus ha necessità di monetizzare o, quantomeno, di alleggerire il peso a bilancio con un obbligo di riscatto, mentre la Dea sta giocando "di rimessa". I bergamaschi, consapevoli che Spalletti non ritiene Cabal ancora pronto per i massimi palcoscenici e preferirebbe per lui una tappa intermedia di crescita, fanno leva su questa necessità di sfoltire per strappare un prestito con diritto di riscatto. È una fase di stallo che blocca l'arrivo di Tagliafico a Torino, nonostante il principio d'accordo già esistente con il giocatore.

LA RIVOLUZIONE IN ATTACCO: L'ECLISSI DI DAVID E L'ASCESA DEL "GIGANTE" VOLTEMADE

Il reparto avanzato ha subito una metamorfosi profonda nelle ultime ore. L'addio di David è la cronaca di un divorzio annunciato: dopo i fischi incassati nella sfida contro il Parma e un precampionato deludente, il canadese si trasferisce all'Atletico Madrid in prestito con diritto di riscatto fissato a 25 milioni di euro. Per facilitare l'operazione e liberare spazio, la Juventus contribuirà in modo significativo al pagamento dell’ingaggio del calciatore. Al suo posto, con un esborso tra i 4 e i 5 milioni di euro per il prestito secco, arriva dal Newcastle Nick Woltemade. Si tratta di un profilo atipico: un gigante di quasi due metri dotato però di una tecnica raffinata, quasi da numero 10, che richiama per certi versi la struttura fisica e la sensibilità di tocco di un giovane Ibrahimovic. Woltemade porta con sé un notevole hype mediatico, derivante dalla "telenovela" di mercato che lo vide protagonista prima del passaggio in Premier League, quando il Bayern Monaco lo seguì a lungo. Tatticamente, il tedesco è stato scelto per agire come sponda e creatore di spazi per Kolo Muani, il quale ha dimostrato di soffrire la convivenza con punte statiche e di preferire il ruolo di seconda punta di movimento. L'investimento pesante del Newcastle per assicurarselo in passato testimonia il potenziale di un giocatore che Spalletti considera ideale per le proprie letture offensive.

MUSCOLI E DINAMISMO A CENTROCAMPO: L'INNESTO DI PAPE SARR

A centrocampo, l'arrivo di Pape Sarr completa un reparto che necessitava di motore e fisicità. L'affare con il Tottenham è stato strutturato come un prestito condizionato: l'obbligo di riscatto scatterà al raggiungimento del 50% delle presenze stagionali (conteggiando solo i match in cui disputerà almeno 45 minuti) e in caso di qualificazione alla prossima Champions League. Sarr è un giocatore "fatto e finito" con un'esperienza consolidata in Premier League, capace di garantire quegli inserimenti che Spalletti ha chiesto sin dai primi contatti telefonici avuti con i big del mercato. La sfida per il senegalese sarà adattarsi al "possesso ragionato" preteso dal tecnico, migliorando un acume tattico ancora acerbo rispetto alla straripante gamba mostrata in Inghilterra.

DIFESA E USCITE: IL FUTURO DI GATTI, RUGANI E IL CASO ZHEGROVA

Il capitolo uscite resta fondamentale per arginare gli ammanchi di una sessione onerosa. In difesa, la posizione di Federico Gatti è emblematica: il centrale è scivolato nelle gerarchie fino a diventare, numericamente, la quarta scelta in una difesa a quattro, venendo testato persino come terzino destro durante gli allenamenti alla Continassa. La dirigenza valuta offerte last-minute per lui, così come per Daniele Rugani, cercato da club come Monza, Cagliari e Parma. Uno dei due è destinato a partire per sfoltire la lista. Resta aperto anche il "caso" Zhegrova. La Juventus valuta il kosovaro circa 20 milioni di euro e ascolterà proposte fino all'ultimo secondo, con la consapevolezza che il mercato dell'Arabia Saudita (con l'Al-Ittihad alla finestra) rimarrà aperto più a lungo, rappresentando una valvola di sfogo preziosa per le casse sociali. Già definita, invece, l'uscita minore del giovane Puce verso l'Atletico Madrid B.

L'IMPATTO DEGLI INFORTUNI SULLE SCELTE STRATEGICHE

Le contingenze fisiche hanno obbligato la società a rivedere i piani iniziali, specialmente in attacco. Il lungo stop di Yildiz (operato, fuori 3 mesi) e i problemi muscolari del giovane Ekhator (stop di 2 mesi) hanno trasformato Arkadiusz Milik da esubero a necessità. Il polacco, inizialmente destinato alla rescissione o alla cessione dopo aver rifiutato diverse destinazioni in Serie A, avrà ora una finestra di 40 giorni per dimostrare il suo valore. In assenza di alternative credibili reperibili sul mercato a zero ore, la sua permanenza è diventata una scelta obbligata per garantire profondità alle rotazioni.

UNA JUVENTUS "SPALLETTIANA" PRONTA PER L'EUROPA

La Juventus che emerge da questa sessione è una squadra costruita su misura per le ambizioni di Luciano Spalletti, che ha esercitato un'influenza totale sulla scelta dei profili, simile a quella mostrata in passato nelle sue piazze storiche. La rosa è ora più compatta e completa, ma dovrà affrontare il crash test della gestione del calendario: l'impegno del giovedì in Europa League sarà il vero banco di prova per i nove nuovi volti. La competitività del progetto non dipenderà solo dai nuovi arrivi, ma dalla capacità del tecnico di amalgamare velocemente la struttura con i recuperati Nico Gonzalez e Douglas Luiz, pilastri su cui poggiano le speranze bianconere di tornare protagonisti in Italia e in Europa.


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