LA JUVENTUS RIALZA LA TESTA: CONCEICAO E BREMER FIRMANO IL RILANCIO CONTRO L'ATALANTA
Di Filippo Vagli
Il ritorno alla
vittoria all'Allianz Stadium
La Juventus
ritrova la via maestra e, soprattutto, i tre punti tra le mura amiche
dell'Allianz Stadium. Dopo la pesante battuta d'arresto subite contro il Sassuolo,
la formazione di Luciano Spalletti supera l'Atalanta con un solido 2-0, il più
classico dei punteggi, che restituisce ossigeno a un ambiente apparso contratto
nelle ultime uscite. In un’atmosfera carica di attesa, ma segnata da un clima
teso sugli spalti, la squadra ha saputo rispondere sul campo, ottenendo una
vittoria fondamentale per la classifica e per il morale. Questo successo
permette ai bianconeri di approcciare la sosta per le nazionali con ritrovata
serenità, allontanando i fantasmi del recente passato e blindando la panchina
dalle ombre esterne.
Lo scacchiere
tattico di Spalletti: flessibilità e mosse iniziali
Per scardinare
la resistenza dell'Atalanta di Maurizio Sarri — presentatasi a Torino con un
atteggiamento decisamente più prudente e organizzato rispetto alle recenti
sbandate difensive — Spalletti ha optato per 3-4-2-1 "stile Tudor, con trazione
a destra: Nico Gonzalez agiva da quinto di centrocampo, con Francisco Conceicao
posizionato come rifinitore sul centro-destra. Sul versante opposto, Alajbegovi
occupava lo spazio dietro la punta sul centro-sinistra, pur faticando a entrare
nel vivo del gioco a causa di una circolazione palla che privilegiava
sistematicamente la corsia opposta. Nonostante la densità creata dagli orobici,
la Juventus ha mantenuto il comando delle operazioni, cercando il varco giusto
contro un avversario inizialmente molto abbottonato.
Il vantaggio di
Conceicao e il primo cambio di pelle
Il muro
bergamasco è crollato al minuto ventotto grazie a una transizione positiva
orchestrata magistralmente. Lo sviluppo dell'azione si sposta a sinistra, dove Celic
pennella un traversone teso che taglia tutta l'area di rigore. La difesa
dell'Atalanta si dimentica di Conceicao: il portoghese, arrivando con i tempi
perfetti, compie una scelta tecnica d'autore, preferendo la conclusione secca
sul primo palo invece del classico tiro a giro sul secondo. Ottenuto il
vantaggio, Spalletti ha immediatamente dimostrato la sua capacità di lettura
ridisegnando la squadra in un 4-4-1-1. In questa nuova configurazione, Nico
Gonzalez è passato ad agire alle spalle di Kolo Muani, con McKennie e Douglas
Luiz a presidiare la mediana, mentre Alajbegovic e Conceicao occupavano le
corsie esterne.
La metamorfosi
della ripresa e il raddoppio firmato Bremer
Nella ripresa,
la Juventus ha cambiato nuovamente palle a livello tattico. Spalletti ha
inserito Sarr per Alajbegovic, posizionando il nuovo entrato al fianco di
Douglas Luiz in cabina di regia e alzando McKennie nella posizione di
trequartista dietro l'unica punta. Contestualmente, Nico Gonzalez è stato
traslocato sulla fascia sinistra. La manovra è diventata più fluida, con una
pioggia di cross tagliati verso l'area avversaria. Il raddoppio è arrivato
proprio su sviluppo di un calcio d'angolo calciato magistralmente da Zhegrova:
un'imperiosa incornata di Bremer sul primo palo ha trafitto il portiere,
confermando quanto l'attacco della prima zona dell'area sia un dettaglio curato
maniacalmente da Spalletti. Oltre al cinismo offensivo, la squadra ha mostrato
una solidità granitica: fondamentale, sul punteggio di 1-0, è stato il
salvataggio miracoloso di Kolo Muani a portiere battuto, un intervento che ha
pesato quanto un gol.
Protagonisti e
conferme
La vittoria
porta la firma di individualità che stanno progressivamente alzando il proprio
livello qualitativo. Kolo Muani, sebbene non sia stato cercato con continuità
in fase di finalizzazione, ha offerto una lezione di sacrificio in fase di non
possesso. La sua dedizione è stata premiata dal salvataggio sulla linea e da
una splendida triangolazione nel finale con il subentrato Woltemade, che per
poco non ha portato al tris. Lukumi, ha oscurato gli attaccanti avversari con
letture preventive impeccabili e una fisicità esplosiva. Una sicurezza che ha
fatto dimenticare le incertezze viste in passato con altri interpreti. Vicario
si è rivelato essere una certezza assoluta, uno step in avanti importante rispetto
a Di Gregorio. L’Empoli ha risposto presente nell'unica vera occasione concessa
agli orobici, blindando il clean sheet. Sarr è entrato con grande con
personalità, regalando ai compagni alcuni passaggi filtranti di rarissima
bellezza, doti che attualmente non si riscontrano in altri elementi della rosa.
Douglas Luiz è ormai entrato nella parte del professore del centrocampo.
Gestisce il possesso con una tranquillità olimpica, dando l'impressione di aver
finalmente preso in mano le redini del gioco bianconero.
La classifica e
la sosta rigeneratrice
Con questo
successo, la Juventus sale a quota dieci punti, agganciando in classifica Como
e Frosinone. È una vittoria che scaccia le nubi e, soprattutto, allontana
prepotentemente il fantasma di Antonio Conte, restituendo centralità al
progetto tecnico di Spalletti. Ora la squadra potrà usufruire di una sosta di
tre settimane per le nazionali, un periodo prezioso per recuperare gli
infortunati e oliare ulteriormente i meccanismi tattici in vista della ripresa
del campionato. La Juventus è tornata a vincere, e lo ha fatto con la forza
delle idee e della compattezza.



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