JUVENTUS, ORA ALZA L'ASTICELLA: 18 PUNTI NELLE PROSSIME SEI PER SOGNARE IN GRANDE

 


Di Filippo Vagli

Bologna ha cambiato tutto. O almeno, così deve essere. Dopo quella prestazione grintosa e concreta in trasferta, Luciano Spalletti ha lanciato il guanto di sfida: "Da qui non si torna indietro". Parole che pesano come un macigno, soprattutto in un momento in cui la Juventus deve trasformare l'ambizione in realtà. Parliamoci chiaro: nelle prossime sei di Serie A – Roma in casa, Pisa fuori, Lecce in casa, Sassuolo in trasferta, Cremonese in casa e Cagliari fuori, la Vecchia Signora deve puntare a 18 punti. Bottino pieno. Impossibile? Questa deve essere la nostra mentalità. Altrimenti, che Juventus è? La Roma è tosta, scorbutica, con quel Mancini che fa scintille, una classifica che incute rispetto e Gasperini che sta facendo un lavoro eccellente. Ma se la Juve gioca da Bologna, con intensità e concretezza, può farcela. Idem per Pisa, Lecce, Sassuolo, Cremonese e Cagliari. Non saranno passeggiate tra neopromosse ma nemmeno partite da Champions. Sono opportunità d'oro, un calendario più morbido dopo l'inferno di Napoli, Bologna e Roma. U calendario che la Juventus dovrà sfruttare per evitare quel ping-pong in classifica che significa un passo avanti, due indietro. La Serie A di quest'anno lo dimostra: non esistono gare facili. Basti vedere il Milan, che doma le grandi e inciampa con le piccole. Le insidie valgono per tutti, ma noi ora abbiamo Spalletti. Il suo impatto sul mondo bianconero deve vedersi ora, con una linea di continuità che parta sabato contro i giallorossi. Battere la Roma senza Koopmeiners squalificato sarebbe la prova provata di crescita. E se filotto fosse? Una classifica che sorride, ambizioni scudetto accese, slancio per la Champions. Altrimenti, il solito vivacchiare degli ultimi anni, con l’entusiasmo che si spegne. Non illudiamoci: vincerle tutte non sarà facile, ma l’asticella va alzata. Questa Juventus non domina, non egemone, non è quella dei nove scudetti consecutivi, ma ha blasone e un tecnico che può elevarla, magari aiutato da qualche intuizione nel mercato gennaio per tappare lacune. Madama deve alzare l'autostima collettiva: squadra, tifosi, tutti. Bisogna tornare a creare entusiasmo perché il calcio è anche illusione, narrazione, filotti da sogno. Forza Juve, da Roma a Cagliari: 18 punti non sono un'utopia, sono il minimo per chi vuole tornare grande.


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