L’EDITORIALE – JUVENTUS: I BENEFICI DELLA «SPALLETTITERAPIA» INIZIANO A INTRAVEDERSI

 


Di Stefano Dentice

Bologna, Roma e Pisa. Nove punti in tre match. Tre vittorie, in tre partite consecutive, dove la Juventus targata Luciano Spalletti ha lanciato segnali importanti se ci si proietta all’immediato futuro e al prosieguo della stagione.

Seppur con diversi limiti e molti difetti da correggere, la Vecchia Signora è una squadra che sta dimostrando di attraversare un buon momento di salute. L’approdo all’ombra della Mole dell’ex allenatore del Napoli ed ex commissario tecnico degli Azzurri, pur gradualmente, sta portando i frutti sperati.

Questa Juve, sotto la guida del tecnico toscano, sembra aver riacceso l’entusiasmo, pare aver acquisito maggiore consapevolezza e convinzione nei propri mezzi. Infatti, rispetto alla precedente gestione firmata Igor Tudor, Locatelli e compagni appaiono meno impauriti, più applicati e maggiormente concentrati per lunghi tratti di ogni singola gara.

Dal punto di vista meramente tattico, oltre al largo impiego di Koopmeiners da braccetto di sinistra della difesa a 3, mister Spalletti non ha fatto rivoluzioni di copernicana memoria, bensì sta cercando con forza di valorizzare sempre più il materiale umano a disposizione che, purtroppo, non è certamente di primissima grandezza.

Ma è proprio questo, ad oggi, il merito principale dell’allenatore di Certaldo: esaltare le doti dei propri calciatori e provare a metterli nelle condizioni di esprimersi al massimo del loro potenziale.

In tal senso, il fondamentale recupero di Bremer sta giovando all’intero gruppo, oltre ovviamente a tutto il pacchetto arretrato. Ma non solo: anche i nuovi acquisti, in particolare Zhegrova, Openda e David, sono costantemente sotto l’occhio clinico di Luciano Spalletti, che sta puntando su di loro per renderli sempre più parte integrante di una squadra che ha disperatamente bisogno di qualità tecniche eccellenti.

Certo, i limiti strutturali rimangono. La mancanza di un regista puro a centrocampo si fa sentire terribilmente. Ma Spalletti, con sapienza e intelligenza, sta cercando di ovviare facendo di necessità virtù.

Il gioco della Juventus, in determinati momenti, è brillante, fluido ed efficace. In altri, invece, stenta a decollare soprattutto a causa di alcuni singoli che difettano sul piano squisitamente tecnico. Però, a dire il vero, l’ottimismo sta crescendo lentamente, le luci stanno superando le ombre, il clima sembra molto più disteso e sereno. Tutti segnali, questi, che davvero lasciano ben sperare da qui al termine dell’annata.

I bianconeri, per adesso, potranno ancora dire la loro sia in Champions che in Coppa Italia. Ma è dal campionato che, sempre più, stanno giungendo indicazioni confortanti.

Questa energia positiva non deve assolutamente nascondere i problemi in fase di possesso e di non possesso ancora presenti nell’undici spallettiano. Al tempo stesso, però, i miglioramenti graduali e importanti sono sotto gli occhi di tutti, visibili anche per quelli che storcevano il naso all’arrivo di Luciano Spalletti a Torino.

Dunque, in attesa di novità dal mercato invernale, il 2025 della Juventus si chiude felicemente visto e considerato in particolar modo i risultati e le prestazioni degli ultimi due mesi.

Il terzo posto in classifica, naturalmente solo provvisorio, resta comunque una buonissima iniezione di fiducia e un ottimo sprone per iniziare il 2026 con il piglio giusto. Oltre, logicamente, a permettere di salutare il 2025 con un bel sorriso stampato sulle labbra. Un sorriso a forti tinte bianconere.








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