Ottolini alla Juventus: il ritorno del costruttore sobrio che sa fare plusvalenze senza debiti
Di Filippo Vagli
Marco Ottolini
non è il classico direttore sportivo da prima pagina, con trofei in bacheca e
proclami roboanti. È un artigiano del calciomercato, uno che costruisce valore
con pazienza e precisione chirurgica, sempre nel rispetto dei bilanci. La sua
nomina come responsabile dell'area scouting alla Juventus, voluta da Damien
Comolli, non è un fulmine a ciel sereno: è il tassello perfetto per un
organigramma che punta sulla sostenibilità. Ottolini conosce la Continassa come
le sue tasche. Dal 2018 al 2022 ha respirato l'aria del JTC fin
dall'inaugurazione, prima come osservatore internazionale e poi a capo del
progetto "Club 15" – una rete di partnership con club come Mirandés, WSG
Tirol, Alavés, Utrecht, San Gallo, AEK Atene, Vitesse, Aberdeen e Cincinnati
FC. Ha seguito da vicino i prestiti e il vivaio Next Gen, lasciando un'eredità
di giovani talenti pronti a esplodere. Poi l'esperienza al Genoa, da DS fino a
poche settimane fa, dove ha trasformato un club in lotta per la salvezza in una
macchina da plusvalenze. Al Genoa, Ottolini ha operato con il bisturi: mercati
a impatto zero, finanziati dalle cessioni, senza mai sacrificare la
competitività. Basti pensare a Norton Cuffy, strappato dalle giovanili Arsenal
per 2 milioni e ora valutato 20: un'intuizione che regge ancora oggi. O le
grandi operazioni del 2024: Dragusin al Tottenham per 25 milioni (acquistato a
9), Gudmundsson alla Fiorentina con prestito oneroso da 8 e riscatto a 13,
Retegui dalla Atalanta per 25 dopo averlo preso a 14,5. E ancora Ahn, Josep Martinez,
De Winter e Cambiaso: nomi che hanno riempito le casse rossoblù, riportando il
Genoa stabilmente in Serie A. Alla Juventus, Ottolini ritrova un ambiente che
parla la sua lingua. Comolli, neo AD bianconero, cercava proprio un profilo
così: non uno spendaccione, ma un valorizzatore capace di competere senza
ipotecare il futuro. In un calcio moderno strangolato dal Fair Play
Finanziario, la Vecchia Signora ha scelto chi anticipa i tempi. Qui, il
progetto Next Gen e i prestiti diventano il motore per rinforzare la prima
squadra, trasformando idee in patrimonio duraturo. Con Ottolini, la Juventus
non inseguirà sogni irrealistici, ma costruirà una rosa solida, fatta di
acquisti mirati e uscite intelligenti. È il metodo che conta quanto i
risultati: un ritorno alle radici bianconere, dove la visione tattica si unisce
a una gestione oculata. Se il calcio premia chi investe nel domani, Ottolini è
l'uomo giusto per far tornare a brillare la Vecchia Signora.



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