Spalletti, il tocco mentale che sta rivoluzionando la Juventus: da McKennie il segreto del risveglio bianconero
Di Filippo Vagli
In una Torino sponda
bianconera che freme per il ritorno alla grandezza del passato, Luciano
Spalletti sta scrivendo un capitolo decisivo nella storia recente della
Juventus. Dopo un avvio di transizione inevitabile, segnato da un rendimento
simile a quello di Igor Tudor, il tecnico toscano ha impresso la sua firma
indelebile: non solo sul campo, con un gioco più fluido e propositivo, ma
soprattutto nelle menti dei giocatori. Lo ha rivelato Weston McKennie,
protagonista ieri di un evento juventino a Milano, dove ha aperto il sipario
sui dettagli che Spalletti cura con ossessione maniacale. "Spalletti è un
maestro dei particolari che sfuggono agli altri", ha confidato lo yankee
bianconero, elogiando un allenatore che ha trasformato i pareggi cronici –
marchio di fabbrica delle gestioni Motta e Tudor – in un passato remoto. Ogni
tre pareggi equivalgono a due sconfitte, come ripete il mister: un mantra che
ha funzionato. Nelle ultime sette uscite tra Serie A, Champions e Coppa Italia,
la Vecchia Signora ha centrato sei vittorie, l'unica battuta d'arresto un k.o.
netto contro il Napoli. Il segreto? Una rivoluzione mentale. Spalletti ha
capito che tecnica e tattica da sole non bastano: serve equilibrio emotivo per
sbloccare le partite. Basta con le ansie da vantaggio fragile o le sofferenze
inutili. "Difendete bene, ma lontano dalla nostra area, e quando abbiamo
la palla spingete senza paura", è il credo inculcato dal tecnico di
Certaldo. Risultato: la Juventus ha smesso di accontentarsi dell'imbattibilità
sterile, preferendo il rischio calcolato per chiudere i match sul 2-1 come
visto contro la Roma. Non è ancora utopia bianconera – il calendario di gennaio
testerà la tenuta – ma i numeri parlano chiaro. Media punti in ascesa, gol
subiti ridotti del 20% nelle ultime gare, e un McKennie rigenerato che corre
come un maratoneta. Spalletti sta forgiando una squadra che non pareggia più,
ma che cerca di vincere sempre. E se la testa sarà capace di seguire il cuore,
lo scudetto potrà non essere un miraggio. Ora tocca ai bianconeri confermarsi
sul campo: già il prossimo scontro con il Pisa dirà se questa mentalità si è
radicata nel gruppo o se le ultime performance solo state solo un fuoco di
paglia.



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