Juve nell’inferno di Istanbul: Makkelie arbitro, Osimhen e Icardi le spine

 


Di Filippo Vagli

Nella fornace del Rams Park, tempio rinnovato del calcio turco e nuova edizione dell'infernale Ali Sami Yen, la Juventus di Spalletti affronta lo spareggio d'andata dei playoff Champions contro il Galatasaray. Tocca a Danny Makkelie, fischietto olandese dal passato da poliziotto, domare le fiamme: un curriculum Uefa di prim'ordine, con 15 gare di Champions dirette e un tasso di decisioni corrette oltre l'88% (dati Opta). Qui, con 52mila turchi a ruggire dalle tribune a strapiombo, ogni scelta peserà come un macigno. Più che dall'olandese, i bianconeri devono temere Victor Osimhen e Mauro Icardi. Il nigeriano, ex gioiello di Spalletti allo Scudetto-Napoli (49 gol in 71 partite), ha già timbrato venerdì in Süper Lig (5-1 del Gala), formando coppia con l'argentino. Probabile staffetta questa sera tra il nigeriano e l’ex nerazzurro, capitano e trascinatore. Icardi, a un passo dalla Juve due settimane fa, è stato blindato dal presidente Ozbek per le elezioni imminenti. Noa Lang, fresco dal Napoli, completa il tridente: il Gala in 4-2-3-1 offende a ondate (media 2,4 gol/partita in casa), ma concede voragini dietro (1,8 subiti). Aspettatevi un arrembaggio iniziale: la Juve deve assorbire il pugno e colpire in contropiede, puntando al ritorno allo Stadium per blindare gli ottavi, 11 milioni Uefa e un calendario Serie A meno infernale (quarto posto in bilico con Como e Roma all'orizzonte). Spalletti atterra sul Bosforo con la squadra reduce dal k.o. di San Siro, ma temprata. Tra lui e Icardi, vecchie ruggini superate: le tensioni a Napoli nacquero da Wanda Nara e il suo entourage, ma il tempo ha sanato. Nessun vecchio attrito invece con Osimhen, con il bomber nigeriano che questa sera ritroverà il suo mentore: chance di rivincita o trappola? La Juve, piegata ma viva, ha fame di Europa. Resistere 90 minuti nel caos turco vale una qualificazione epica. Il Rams Park attende. La Juve resisterà al fuoco?

 


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