Yildiz, il 10 pronto a illuminare la notte di San Siro

 


Di Filippo Vagli

Kenan Yildiz si carica la Juventus sulle spalle. Domani sera a San Siro, contro l'Inter capolista, il turco numero 10 vuole rubare la scena nel derby d'Italia, trasformando la grande notte in un palcoscenico tutto suo. Dopo il rinnovo fino al 2030, con quella promessa di "grandi cose" sigillata la scorsa settimana, non esiste palcoscenico migliore per partire all'assalto: la Signora ha bisogno di riscatto dopo il pari beffardo con la Lazio, e Luci su di lui, pronto a sparare fuochi d'artificio. La Juventus di Spalletti deve accelerare: quel punto strappato all'Olimpico all'ultimo secondo merita di più, ma ora conta solo rimettersi in carreggiata. Yildiz arriva all'appuntamento con l'etichetta di erede designato, simbolo della Juve del futuro dentro e fuori dal campo. L'Alieno (grazie Spalletti per il copyright) ha un conto aperto con i nerazzurri: tre gol e un assist in quattro sfide, record condiviso solo con il Torino. Nel 4-4 pirotecnico di ottobre 2024, il turco partì dalla panchina e piazzò una doppietta in undici minuti, salvando i bianconeri dal baratro. All'andata quest'anno, gol e assist per il 3-3, prima del ko in extremis. Inter, poi Galatasaray in Europa League (andata e ritorno), Como e Roma entro inizio marzo. Un tour de force micidiale: cinque muri da abbattere in due settimane decisive per il quarto posto – Champions minima garantita – e per i playoff europei, dove i turchi rappresentano il dentro o fuori. Yildiz è la chiave: con 9 gol stagionali (8 in Serie A, 1 in Champions), guida la classifica cannonieri bianconera. Un sigillo domani lo eguaglierebbe a Roberto Bettega: primo juventino a toccare quota 9 in serie A prima dei 21 anni, come l'ex bomber nel 1970/71 con 13 reti. Una rincorsa tra leggende. Kenan ha fame di record e di vittoria: la sua velocità, i dribbling ubriacanti e quel fiuto da killer lo rendono perfetto per bucare la difesa interista. La Juve ha talento, ma serve concretezza contro la corazzata di Chivu. Yildiz sa che qui si scrivono i capitoli storici: "Faremo grandi cose", ha giurato. San Siro è il banco di prova – e lui è pronto a mantenere la parola.


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