IL COMMENTO – JUVENTUS: IL FUTURO È NELLE MANI DI LUCIANO SPALLETTI
Di Stefano Dentice
L’aria di rinnovo, soprattutto dalle parti della Continassa, si respirava già da tempo. Ma ora sono arrivati tutti i sacri crismi dell’ufficialità: Luciano Spalletti siederà sulla panchina della Juventus fino al 30 giugno del 2028.
Giunto all’ombra della Mole ormai sei mesi fa, l’ex CT della nazionale italiana ha convinto tutto lo stato maggiore della Juve che ha deciso di affidargli la guida tecnica almeno per i prossimi due anni. Questo, da parte della società bianconera, è un segnale forte e chiaro per tutto il popolo juventino: niente repulisti totale, nessuna intenzione di attuare rivoluzioni copernicane e, in modo particolare, nessun desiderio di (ri)partire per l’ennesima volta dal tanto invocato e oramai famigerato «anno zero» che non ha prodotto alcun beneficio in termini sportivi ed economici.
Nonostante le due precoci eliminazioni, quella più dolorosa in Champions League e l’altra in Coppa Italia, la Vecchia Signora intende proseguire con l’allenatore toscano per dare un segnale di continuità al suo progetto tecnico-tattico. Infatti, dal suo approdo a Torino, calciatori come Kalulu, Kelly, McKennie, Conceição, Yıldız e Boga, su tutti, e nientepopodimeno che il tanto vilipeso Manuel Locatelli, sono cresciuti sensibilmente grazie alla sua sapienza tattica. Discorso a parte, invece, per Loïs Openda e Jonathan David, che non riescono quasi mai a sfornare prestazioni quantomeno sufficienti. Ma sia per il belga, che per il canadese, servirebbe un intervento dall’Alto da parte di San Giovanni Battista o San Tommaso Apostolo per trasformarli in giocatori degni di indossare la gloriosa maglia della Juventus.
La valorizzazione dei singoli, ovviamente, non è l’unica ragione che ha spinto Comolli e soci a puntare su Spalletti fino a giugno 2028. Perché ciò che ha colpito di lui è la capacità di entrare nella testa di alcuni calciatori, come ad esempio Weston McKennie e Kenan Yıldız, valorizzandoli molto anche sotto l’aspetto caratteriale. A questo, elementi per nulla trascurabili, si aggiungono la chiara identità di gioco e l’idea di calcio trasmesse dall’ex allenatore del Napoli, che prova sempre a dominare le partite attraverso un atteggiamento propositivo in fase di possesso e aggressivo in fase di non possesso.
E poi, ciliegina sulla torta, Luciano Spalletti sta entrando pian piano nel cuore dei tifosi di Madama che, specialmente nelle ultime gare all’Allianz Stadium di Torino, lo osannano a suon di cori e applausi.
Ciò che invita davvero a riflettere per quel che concerne questo rinnovo, sta nel fatto che arriva nel momento in cui la Juve non ha ancora centrato l’obiettivo stagionale di vitale importanza, ovvero il raggiungimento del quarto posto che vale la presenza in Champions per l’annata 2026-2027. Ed è proprio questo aspetto che la dice lunga sulla mossa dei dirigenti bianconeri: massima fiducia in Luciano Spalletti sia sul piano calcistico che umano.
Aver rinvigorito un organico tutt’altro che di inestimabile valore, nonostante un piazzamento europeo ancora da conquistare, significa che John Elkann e i suoi sodali intendono guardare oltre. Vogliono puntare tutto sul progetto spallettiano a prescindere dall’esito di questa stagione.
Piaccia o meno, tranne per coloro che capiscono di calcio tanto quanto Luigi Di Maio capisce di politica, Spalletti è uno fra i migliori allenatori italiani degli ultimi vent’anni. Pertanto, proseguire con lui sembra una scelta assai condivisibile.
Certo, non sarà tutto rose e fiori, non sarà una passeggiata di salute. Ma se lui, come sembra, avrà molta voce in capitolo per ciò che riguarda il mercato, guidando una squadra migliorata e potenziata dal punto di vista tecnico, stavolta fin dal ritiro estivo e non da subentrante, vorrà dire che la Juventus potrà finalmente tornare a coltivare quelle grandi ambizioni da sempre connaturate nel suo DNA.



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